Le foodblogger del concorso: Juls’ Kitchen

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Oggi vi presentiamo Giulia Scarpaleggia, autrice di Juls’ Kitchen

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Raccontaci qualcosa di te e del tuo blog…

Era una notte buia e tempestosa… non è così che cominciano le favole? È iniziato più o meno così, in una sera del febbraio 2009. Erano diversi mesi che leggevo molti foodblog e che compravo libri di cucina con la stessa passione con cui prima compravo ombretti e creme profumate: il passo è stato breve.
Un nome intimista, Juls’ Kitchen, la cucina di Juls, con un richiamo ad un’altra mia grande passione, la lingua inglese.
Un primo post senza foto, in cui citavo quella che era ed è una delle mie principali fonti di ispirazione: Tessa Kiros e i suoi libri.
Da quel primo post un po’ timido e titubante con cui mi affacciavo nel mondo dei blog le cose sono andate evolvendosi pian piano: prima le foto, migliorate a forza di consumarmi gli occhi davanti ai post pieni di colori, texture e sfumature delle migliori foodblogger americane e australiane, poi la traduzione in inglese, per poter dare sfogo finalmente anche a questo mio anelito poco camuffabile per il mondo anglosassone, spesso molto aperto, creativo e stimolante.
Nessuno nasce imparato: questo mi hanno sempre detto a casa, e così vivo il mio blog.
Prima le ricette erano una sperimentazione di quanto più lontano ci fosse dal mio mondo culinario: curry, riso alla cantonese, cupcakes e macaron.
Poi ho cominciato ad avvertire l’esigenza di conoscere quel mondo che tutti – soprattutto all’estero – amano con trasporto, e nel quale avevo la fortuna di vivere: la Toscana. E allora via alle ricette di casa e di nonna, alla scoperta delle mie radici, delle mie memorie olfattive e gustative, dei ricordi legati alle bracioline di nonno o alla frittata con le briciole di mamma.
E adesso? adesso sono arrivata all’ingrediente. Adesso è quello che conta maggiormente per me, che sia fresco, di stagione, possibilmente locale, senza scendere in fanatismi o fissazioni cerco di dare la precedenza a quello che di più buono e profumato offre la stagione in un certo periodo, e da lì parto per fare una ricetta. Ecco quindi che uno dei piatti che più mi hanno dato soddisfazione sono state delle zucchine ancora croccanti e profumate di verde, saltate in padella con aglio ed origano fresco. Un salto triplo dai macaron dell’origine, ma sempre me, sempre Juls’ Kitchen, sempre legati all’esigenza precisa di un momento di fare quello che mi andava e quello di cui avevo voglia.. o meglio, fame!

Ingrediente del quale non riusciresti mai a fare a meno?

L’olio extravergine di oliva. Non ti rendi conto della sua importanza finché non manca o finché non ti imbatti in un olio di pessima qualità. Anche in questo caso si è trattato di un processo lungo: qualche anno fa lo davo quasi per scontato, visto che a casa usavamo sempre quello prodotto dai nostri pochissimi olivi. Poi pian piano ho scoperto quante varietà ne esistono, quante sfumature e odori posso effettivamente trasformare una ricetta e renderla armoniosa. L’olio extravergine di oliva di ottima qualità riesce a nobilitare qualsiasi piatto, anche e soprattutto i più poveri: la pappa al pomodoro toscana ne è un esempio, fatta di ingredienti semplici e di recupero, come il pane raffermo, è impreziosita dall’olio buono, è legata al suo territorio d’origine e ne racconta la storia e la cultura.

La ricetta che preferisci in assoluto?

La pasta fresca fatta in casa, che siano tagliatelle, tagliolini, lasagne o pasta ripiena, cannelloni, agnolotti, tortelli, tortellini e ravioli. È una ricetta che mi ha insegnato nonna, che so a memoria: per ogni uovo 50 g di farina normale e 50 g di semola di grano duro, un pizzicotto di sale e un cucchiaino di olio extravergine di oliva.. e poi via ad impastare.
Ancora adesso quando la faccio lei viene lì, mi guarda, e orgogliosa mi dice che son proprio brava, che ho imparato a stenderla meglio di lei. Mi ha anche prestato a tempo indeterminato la macchina in acciaio cromato che nonno le ha regalato quasi 30 anni fa, che funziona ancora alla perfezione. E concreta come è lei, dopo aggiunge: però i bignè devi ancora imparare a farli. È un processo che non avrà mai fine, è questo il bello della cucina, c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare.

Se dovessi usare un singolo aggettivo per descrivere la tua cucina e il tuo blog quale useresti? Perché?

Il mio blog è familiare. Ci trovate tutti dentro: mamma, babbo, nonna, la mia sorella unica e preferita, Claudia, Kira, la canina vecchierella e tanto dolce che abbiamo, i nonni che non ci sono più , i bisnonni e i trisavoli che vivono nei ricordi di nonna e nei piatti che hanno tutti una storia dietro, legata ai temi del passaggio della guerra o all’infanzia di qualcuno.
È familiare anche perché, come mi dicono sempre a casa, non so reggere un semolino o un cocomero in salita: nel mio blog racconto un po’ di tutto, della mia vita quotidiana e di quello che mangio e provo, come se raccontassi di me in un diario o ad un’amica.
Ogni ricetta è un pretesto per raccontare di un’uscita con gli amici, di un momento della stagione che mi piace, di un ricordo o semplicemente di un sapore che mi ha colpita. È o non è Juls’ Kitchen, la cucina di Juls? e allora è un po’ come far parte della mia famiglia, sedersi a tavola con noi la sera, assaggiare qualcosa di nuovo e raccontarsi di quello che è successo il giorno, con i toni semplici e leggeri che si tengono davanti ad un piatto di pasta a casa.

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