Spoleto

Home  /  Slider  /  Current Page

Comune di Spoleto

Piazza del Comune, 1
06049 Spoleto (PG)
Tel. 0743/218620/1
Fax 0743/218641 (IAT)

info@iat.spoleto.pg.it
www.comune.spoleto.pg.it

spoleto Spoleto

È uno scenario inconfondibile, di straordinaria bellezza, ad avvertire il visitatore di essere arrivato a Spoleto. La superba Rocca Albornoziana eretta a simbolo del dominio dello Stato Pontificio sulla città, e dove ancora sembra aleggiare la discussa figura di Lucrezia Borgia, l’ospite forse più illustre, si staglia con la sua maestosa mole sulla sommità del colle di Sant’Elia.

Vigile interprete degli umori dell’abitato sottostante, incoronato dall’eccezionale prospetto del Ponte delle Torri che rimanda ai misteri della montagna di Monteluco – luogo “sacro” prescelto prima dai pagani e poi dai primi eremiti e martiri cristiani – la Rocca è tra i più fidati testimoni dei momenti di splendore e di decadenza che hanno caratterizzato Spoleto. In centro e nei dintorni sono numerosi i monumenti attraverso i quali ripercorrere le dominazioni e le fasi alterne vissute dalla città.

A cominciare da uno dei monumenti-simbolo come la Torre dell’Olio da cui sarebbe stato gettato olio bollente sull’esercito del cartaginese Annibale in marcia verso Roma. Un periodo di grande prosperità quello romano attestato dalla Casa Romana, probabile dimora della madre dell’imperatore Vespasiano, dal Teatro Romano, dall’Arco di Druso.

Dell’epoca romanica parlano nell’immediata periferia spoletina due eccezionali gemme artistiche incastonate nella sua storia: la Chiesa di San Ponziano dedicata al Patrono e la Basilica di San Salvatore. Sono inoltre da segnalare la Chiesa di San Gregorio Magno, la Cripta di Sant’Isacco, la Chiesa di Sant’Eufemia.

Fino ad arrivare al cuore del cuore della città con la stupenda scalinata che conduce al Duomo. Qui architettura ed arte sublime si fondono in uno spettacolo che il maestro Menotti, patron del Festival dei Due Mondi, si era riservato il privilegio di ammirare ogni giorno dalle finestre di quella che fu la sua casa.


Post Tags:



Leave a Reply

Le Dimore dell'Umbria Dop